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Category Archives: News

PRO.FILE Italia alla Fabbrica Digitale di MECSPE 2021

PRO.FILE Italia sarà espositore, come ogni anno, alla Fiera MECSPE 2021, che si terrà a Bologna Fiere dal 23 al 25 Novembre, nel salone dedicato alla Fabbrica Digitale, Padiglione 21 Stand A13.

MECSPE è la fiera di riferimento per l’industria manifatturiera. Un evento di successo con numeri di partecipazione in continua crescita (oltre 56.000 visitatori nel 2019).

I temi centrali della fiera MECSPE anche quest’anno sono le tecnologie per l’innovazione, la Fabbrica Digitale e l’Industria 4.0 in cui il PLM ed in particolare il nostro sistema PRO.FILE trovano una collocazione naturale come testimoniano i nostri molti clienti italiani ed internazionali.

Allo stand troverete lo staff PRO.FILE Italia pronto ad accogliervi con le informazioni, le presentazioni e tutto il materiale informativo sul sistema PLM e DMStec PRO.FILE della casa tedesca PROCAD, con la possibilità di approfondire le tematiche di vostro interesse. Potrete inoltre incontrare aziende già nostre clienti o che stanno valutando il nostro sistema PLM.

E’ possibile richiedere il vostro biglietto personale gratuito con ingresso, catalogo guida e parcheggio compilando il form di contatto a lato (Affrettatevi!! I posti sono limitati)

PRO.FILE Italia espande il suo Network per la digitalizzazione delle aziende

PRO.FILE Italia è lieta di dare il benvenuto a Metisoft SPA nel network italiano del sistema PLM PRO.FILE.

Metisoft, www.metisoft.it, l’azienda con sede nelle Marche, forte della sua pluriennale esperienza in ambito PLM, ha scelto di entrare a far parte del network PRO.FILE ed affiancherà e supporterà i Competence Center PRO.FILE con il suo esteso know-how su progetti PLM, ERP, MES e CRM realizzati in ambito Industria 4.0 per la digitalizzazione delle aziende.

Forte dei suoi 30 anni di attività, con 200 dipendenti e 5 sedi in tutta Italia, Metisoft affiancherà il network PRO.FILE Italia con i suoi esperti PLM per estendere ulteriormente la diffusione di PRO.FILE in Italia e metterà a disposizione del Gruppo le proprie competenze e capacità di integrazione in particolare sul sistema SAP come ERP, le soluzioni Microsoft, il CRM, il MES e l’Automazione dei Processi per le aziende medie e medio-grandi.

Un sodalizio vincente che permetterà a tutti i nostri clienti, attuali e futuri di beneficiare del nostro supporto alla digitalizzazione aziendale sempre più completo

Francesca Giachetti – CEO PRO.FILE Italia

PROCAD espande la sua esperienza nella configurazione del prodotto

PROCAD acquisisce il fornitore di software CPQ ACATEC.

Karlsruhe, 31 marzo 2021. PROCAD ha acquisito una quota di maggioranza in ACATEC (www.acatec.de/en), che completa il portafoglio del fornitore di software PLM con sede in Germania.

ACATEC e PROCAD avevano lavorato insieme prima dell’acquisizione e quando è diventato evidente che la partnership ha consentito a entrambe le società di ottenere le massime sinergie, l’acquisizione è stata il passo logico successivo. Unendo le forze, PROCAD sta espandendo la sua offerta lungo la catena del valore del ciclo di vita del prodotto dei suoi clienti, diventando uno sportello unico per PLM e configurazione del prodotto. Le due aziende uniranno le loro offerte di prodotti e servizi e lavoreranno mano nella mano per affrontare questo mercato dinamico.

“Questa acquisizione strategica ci consentirà di servire i nostri clienti in modo ancora più completo e aggiungere ulteriore valore ai loro processi”, come sottolinea Gerhard Knoch, amministratore delegato di PROCAD. “La nostra filosofia rimane la stessa: fornire rapidamente risultati ai nostri clienti grazie alla facilità di implementazione e funzionamento”. L’acquisizione fa parte di una strategia internazionale che consente a PROCAD di espandere il proprio portafoglio PLM consolidato con funzionalità di configurazione del prodotto.

“Le nostre aziende condividono culture e missioni molto simili”, aggiunge Johann Dornbach, amministratore delegato (CTO) di PROCAD. “Quella che era iniziata come una partnership, si è rapidamente trasformata in una stretta collaborazione molto produttiva. Ci siamo resi conto che integrando le due soluzioni avremmo potuto accelerare notevolmente i processi dei nostri clienti, ad esempio quando si tratta di automazione CAD. Dovevamo solo fare il passo successivo e rendere questa relazione permanente “.

Henning Bitter, amministratore delegato di ACATEC, non potrebbe essere più d’accordo. “La partnership con PROCAD ci ha dimostrato sin dall’inizio che la nostra collaborazione non solo fa avanzare notevolmente i nostri obiettivi condivisi, ma ha anche il potenziale per accelerare i processi dei nostri clienti fino a 20 volte. Oltre a una maggiore visibilità sul mercato, ACATEC beneficia anche di una forte società madre e della sua vasta esperienza nella gestione del ciclo di vita del prodotto ”.

L’implementazione di PRO.FILE PLM in RCF: intervista a Luca Canovi

rcf

Il passaggio dei dati dall’Engineering alla produzione

RCF ha scelto PRO.FILE PLM per gestire il suo ampio catalogo prodotti in maniera efficiente ed efficace. Come partner tecnologico ci siamo impegnati per strutturare un sistema rispondente alle complesse esigenze aziendali. Possiamo descrivere la nostra esperienza in RCF come una sfida: un progetto complesso, i cui risultati in termini di ottimizzazione sono oggi tangibili.

L’esigenza principale di RCF era implementare un sistema di gestione documentale digitalizzato, sicuro e completo. Lo scopo?

Rendere i documenti emessi dall’engineering disponibili, aggiornati all’ultima versione, a tutti i dipartimenti coinvolti, in tempo reale.

Un problema riscontrato da RCF – come da molte altre aziende di impiantistica – era infatti il disallineamento dei dati di prodotto. Gestire in tempo reale le modifiche e visualizzare la versione corretta di ogni documento, in ogni momento e da parte di ogni dipartimento era l’obiettivo che con PRO.FILE abbiamo reso reale.

Informazioni e schede tecniche multilingua

In un’azienda con sedi commerciali in Inghilterra, Germania, Francia, Spagna e Stati Uniti e vendita diffusa in 100 paesi del mondo, la traduzione delle schede tecniche era una criticità importante a livello di investimento di tempo e risorse.
Con il sistema di Documenti Generator di PRO.FILE, siamo riusciti ad automatizzare la creazione delle schede tecniche di prodotto in 5 lingue diverse. Non solo, il sistema di compilazione integrato DMStec ha reso le informazioni tecniche più dettagliate e uniformi.

Il PLM è stato integrato con tutti i CAD utilizzati in azienda e con l’ERP – in questo caso SAP. Grazie a queste integrazione è oggi possibile per RCF avere dati e documenti di prodotto aggiornati e condivisi tra tutti i dipartimenti.

User adoption: dipendenti e fornitori

PRO.FILE segue con efficacia e responsività l’evoluzione dell’azienda, della sua struttura e delle sue esigenze.

Luca Canovi – RCF Product Manager

L’interfaccia intuitiva di PRO.FILE insieme alla formazione offerta dalla nostra azienda hanno generato una user adoption condivisa ed un apprezzamento generale di tutti gli utenti coinvolti. All’interno dell’azienda sono presenti ad oggi 60 postazioni PRO.FILE. Inoltre, abbiamo implementato un sistema di procedure automatizzate per lo scambio di informazioni con i fornitori in ottica Collaborative.

Altro importante traguardo raggiunto da RCF è stata l’integrazione del PLM con il sito web per la pubblicazione in tempo reale di nuovi prodotti e l’aggiornamento delle informazioni tecniche presenti in catalogo.

Il progetto in RCF, partito nel 2014, non si può dire ancora concluso: PRO.FILE accompagna l’azienda nella sua crescita offrendo sempre nuovi strumenti per l’ottimizzazione.

Guarda la video intervista completa a Luca Canovi, Product Manager in RCF e scarica il case study completo.

PLM ToGO! | Digital Edition | Starmatik

Starmatik condivide e mostra in live su PRO.FILE la sua esperienza PLM

Giovedì 25 Marzo dalle 15.00 alle 16.30

Chi è Starmatik

Fondata nel 1996, con sede a Spresiano (TV) l’azienda vanta oltre 600 impianti realizzati su misura ed installati in tutto il mondo. Dalle lavorazioni di piegatura e smerigliatura fino al carico laser, l’azienda studia tutti gli impianti internamente: sia per la parte meccanica sia per la parte elettrica e di programmazione robot/PLC.

Chi presenta

Stefano Detoni
Sales Account
PRO.FILE Italia
Enrico Borca
Sales & Partner Manager
PRO.FILE Italia
Fabio Baggio
Technical Dep. Manager
Starmatik
Christian Marigliano
Progettista Meccanico
Starmatik

Agenda dell’evento:

  • Introduzione di Benvenuto – Francesca Giachetti
  • Il Network PRO.FILE – Stefano De Toni
  • Il progetto PLM in Starmatik – Ing. Fabio Baggio
  • Live Demo del sistema – Christian MariglianoConnessione bidirezionale con ERP Freeway
  • Integrazione con CAD meccanico Solid Works
  • Integrazione con CAD elettrico ePLAN
  • Gestione documentale ed integrazioni con MS Outlook, Word, Excel
  • Workflow di commessa
  • Gestione codici articolo, Distinte Base, revisioni e stati di rilascio svincolati dal sistema CAD
  • Web Portal
  • L’architettura di PRO.FILE – Stefano De Toni
  • Domande e risposte

Evento gratuito

Data: Giovedì 25 marzo
Ora: Dalle 15.00 alle 16.30
Relatori: PRO.FILE Italia e Starmatik

PRO.FILE Next | La nuova generazione di PLM

PROCAD lancia PRO.FILE Next e diventa partner specializzato nella digitalizzazione delle aziende manifatturiere

La nuova versione NEXT di PRO.FILE 10 fornisce una piattaforma estensibile per la gestione integrata delle informazioni.

Con l’IoT e l’Industria 4.0 che stanno guadagnando terreno, diventa sempre più importante per le aziende trasformare digitalmente l’ingegneria dei prodotti e abbracciare la gestione integrata delle informazioni. PROCAD sta affrontando queste sfide con PRO.FILE Next, la sua soluzione di punta di nuova generazione e la più importante innovazione tecnologica degli ultimi 20 anni. Il lancio ufficiale è avvenuto lo scorso 11 Novembre 2020. L’amministratore delegato di PROCAD Gerhard Knoch ha affermato: “PRO.FILE Next consentirà alle aziende di modellare i propri processi di business digitali utilizzando una piattaforma all’avanguardia abilitata per il cloud. Ciò offre alle aziende incentrate sul prodotto un sistema PLM perfettamente bilanciato che supporta le loro esigenze aziendali quotidiane e le aiuta a realizzare la loro visione digitale “.

Il software oggi ha bisogno di crescere con il business e deve essere agile per stare al passo con i requisiti in continua evoluzione. Questo rende assolutamente essenziale per una piattaforma PLM / DMStec fornire un’esperienza senza soluzione di continuità, estensibilità e funzionalità interaziendali. Inoltre, l’usabilità semplice e flessibile è la chiave per renderlo accessibile a tutti i reparti dell’organizzazione e PRO.FILE Next offre proprio questo con un’interfaccia facilmente personalizzabile, diverse App e pacchetti di applicazioni preconfigurati basati su best practice. Ciò offre alle aziende incentrate sul prodotto, una piattaforma “senza codice” abilitata per il cloud, per la trasformazione digitale dell’ingegneria del prodotto e dei processi di gestione delle informazioni per i loro prodotti e impianti tecnici, un componente tecnologico che le aiuterà ad aumentare la loro attenzione sulla gestione dell’impatto dei loro prodotti.

In linea con la rapida trasformazione digitale, PROCAD ha sviluppato la sua nuova piattaforma negli ultimi anni, grazie anche al continuo confronto con i clienti PRO.FILE. La sua uscita sta arrivando proprio al momento giusto. Con esso, PROCAD ha ormai superato il suo ruolo tradizionale di azienda specializzata in esigenze di progettazione e sviluppo. Nell’era della digitalizzazione, le aziende hanno bisogno di soluzioni interfunzionali come PRO.FILE Next.

L’evoluzione del PLM in azienda

Oggi il PLM è una disciplina globale che abbraccia l’intero ciclo di vita del prodotto e viene impiegata in tutta l’azienda dalla fase di gestione delle richieste a quella dell’elaborazione dei dati dell’IoT. In ogni stadio di lavoro bisogna tener conto delle informazioni provenienti dalle discipline meccatroniche. Facendo confluire le informazioni sul prodotto si crea un gemello digitale delle informazione dal quale, a sua volta, viene derivato il gemello digitale. I Digital Thread consentono di condurre analisi dell’impatto e delle modifiche lungo il ciclo di vita del prodotto. Il Digital Thread riproduce le informazioni sul campo nei processi di sviluppo del prodotto.

Gerhard Knoch è il nuovo amministratore delegato di PROCAD

Da luglio 2020 Gerhard Knoch è responsabile della futura strategia aziendale di PROCAD GmbH & Co. KG.

L’ex Vicepresidente di Infor guiderà l’evoluzione di PROCAD a diventare partner per la digitalizzazione delle aziende di produzione. Durante i suoi 20 anni di incarico presso Infor, società di software ERP con sede negli Stati Uniti, ha ricoperto varie posizioni di leadership, più recentemente come Vice President Central Europe. Originario di Karlsruhe, porta con sé una vasta esperienza in ERP / PLM / SCM con una grande attenzione all’industria manifatturiera. Questo lo rende la scelat giusta per espandere ulteriormente il posizionamento strategico di PROCAD come partner di aziende di medie e grandi dimensioni che cercano di sfruttare una piattaforma PLM per la gestione integrata delle informazioni e per affrontare le sfide poste dalla digitalizzazione, IoT e Industria 4.0.

Sono lieto dell’opportunità di contribuire a plasmare la strategia aziendale di PROCAD. Guardando il team altamente motivato che ho trovato in PROCAD, non potrei essere più entusiasta e curioso della strada da percorrere. Il mio obiettivo è capitalizzare il potenziale di mercato esistente e far crescere continuamente la nostra attività

Gerhard Knoch

Con quest’ultima aggiunta, il nuovo trio manageriale di PROCAD è ora composto dal fondatore dell’azienda Volker Wawer, Johann Dornbach, che nel 2019 ha lasciato SAP per entrare a far parte della casa proprietaria del PLM PRO.FILE, e Gerhard Knoch. Knoch ha una laurea in ingegneria industriale conseguita presso il Karlsruhe Institute of Technology e con l’esperienza acquisita durante i suoi anni in Infor, è esperto nella complessa interazione tra ERP, PLM e SCM. Attingendo alle conoscenze accumulate durante i suoi anni di lavoro per il terzo fornitore mondiale di applicazioni aziendali, Gerhard Knoch è un esperto in strategie di trasformazione per accelerare il passaggio dall’on-premise al cloud e ha una vasta esperienza nelle vendite internazionali. PROCAD ha una già forte presenza commerciale internazionale e solo di recente ha avviato una collaborazione con OmniDTS, LLC, stabilendo una solida base per rafforzare il posizionamento delle sue applicazioni e soluzioni PRO.FILE PLM / DMStec per la trasformazione digitale sul mercato nordamericano.

Johann Dornback
Volker Wawer

Siamo incredibilmente felici di dare il benvenuto a Gerhard Knoch come ultima aggiunta al nostro team. Per le aziende incentrate sul prodotto, la digitalizzazione coinvolge l’intera catena del valore e tutto inizia con la progettazione e la gestione dei dati di prodotto, e fra non molto tutto sarà gestito da una potente soluzione cloud. Con la sua profonda conoscenza dell’ecosistema cloud in particolare, Gerhard Knoch darà un contributo significativo per accelerare la nostra trasformazione, già di successo, a diventare partner per la digitalizzazione per le aziende incentrate sulla produzione.

Volker Wawer

Digitalizzazione, PLM e Industria 4.0

L’impatto di Industria 4.0 nel Product Lifecycle Management

In ingegneria meccanica la spinta di Industria 4.0 ha aumentato la sensibilità delle aziende a valutare i sistemi in cui vengono originate informazioni relative alla produzione. La quantità di dati diventa sempre più grande ed eterogenea, in quanto vengono generati in vari sistemi: MCAD, software CAD elettrotecnici ed elettronici a cui si aggiungono anche le informazioni digitali sul prodotto presenti nei documenti di Office, nel sistema ERP, nel CRM o nel support System.

La gestione di questi dati è complessa in quanto in essa devono confluire i dati dell’intero ciclo di vita di un prodotto. Nel corso di una collaborazione integrativa tra i vari reparti è, inoltre, importante evitare di lavorare ognuno solo con i propri dati. Il trasferimento manuale di informazioni da un sistema all’altro tuttavia è una fonte continua di errori. In questo contesto il concetto di digitalizzazione viene spesso interpretato in modo troppo riduttivo.

Un’innovazione inarrestabile:

Essere innovativi come una startup viaggiando a tutta velocità, senza interrompere l’attività in corso. In questo gioco di equilibrio, le PMI tedesche del settore tecnologico procedono a fatica. Perfezionare le tecnologie portandole ai massimi livelli: agli ingegneri tedeschi davvero non gli si può fare alcun rimprovero. Quello che accade oggi nella digitalizzazione, è molto più che una semplice evoluzione tecnologica. È una rivoluzione in cui anche un’azienda affermata potrebbe essere travolta da un concorrente sconosciuto fino al giorno prima.

Un’innovazione inarrestabile non avviene principalmente attraverso una diversificazione tecnologica ma attraverso un modello aziendale. Per le PMI tedesche nel settore dell’ingegneria meccanica, dell’impiantistica o di altri settori è proprio questa peculiarità della digitalizzazione la vera sfida. Un’azienda affermata non può infatti gettare a mare tanto facilmente il vecchio per tuffarsi a capofitto con tutte le proprie forze in nuove idee. Deve agire piuttosto su più fronti per garantire sul piano economico l’innovazione: portare avanti il modello esistente e contemporaneamente operare il passaggio.

Ma come si fa ad essere innovativi, viaggiando per di più a tutta velocità? Come si può, nonostante gli obblighi esistenti, esplorare nuove strade con un forte dinamismo e pari entusiasmo come farebbe una qualunque startup della Silicon Valley? I fattori più importanti nell’elaborazione di nuovi modelli aziendali sono il Timing e il Management. Il detto “chi ben comincia è a metà dell’opera” in questo caso non vale. Vince piuttosto chi è pronto quando arriva il “maggior numero” di clienti, ovvero il gruppo più numeroso di acquirenti che vuole quel nuovo prodotto o quel nuovo servizio.

PLM e Industria 4.0

Secondo un sondaggio della Staufenakademie (dic. 2014), la maggior parte degli osservatori concordano sul fatto che in futuro la strada dei prodotti e dell’organizzazione relativa a sviluppo, produzione e manutenzione sarà caratterizzata da tutte quelle tecnologie che riassumiamo genericamente con il termine “Industria 4.0”.

Un terzo circa delle imprese meccaniche non ha ancora avuto molto modo di confrontarsi con Industria 4.0, soprattutto con il rapporto di PLM e Industria 4.0. Un altro 33% è ancora in una fase di orientamento e sta valutando i vari scenari in cui è possibile un suo impiego. Il terzo rimanente delle imprese si vede già proiettato in quella che sarà la realizzazione della quarta rivoluzione industriale. Esaminata dal punto di vista del PDM e PLM, la gestione completa dei dati di prodotto è la base per i processi gestionali in una produzione orientata verso Industria 4.0.

“La gestione efficiente ed efficace di questo modello di prodotto digitale che va dallo sviluppo alla vendita, dalla produzione alla messa in servizio fino alla creazione di valore per il cliente e alla garanzia dei servizi associati al prodotto, viene definita più o meno dall’inizio del nuovo secolo come gestione del ciclo di vita del prodotto o PLM. Il PLM non include più soltanto i modelli meccanici di dati geometrici, ma comprende, in misura crescente, anche la logica dell’elettricità e dell’elettronica e i programmi dei software incorporati.

Tale gestione dei dati di prodotto è il presupposto fondamentale affinché prodotti moderni, “intelligenti” e interconnessi svolgano la loro funzione e abbiano successo sul mercato mondiale. È la condizione essenziale affinché anche la produzione possa essere organizzata collegandola in modo “più intelligente”. È il requisito fondamentale per Industria 4.0”. (tesi Hechenberger del Sendler Circle)

Cos’è un processo aziendale digitale?

Nella pratica si trovano spesso processi che sono solo in apparenza digitali. Tuttavia, un processo digitale si può definire tale solo se vi sono informazioni utilizzabili in grado di essere ulteriormente elaborate.

Oggi bisogna fare un’attenta valutazione per distinguere in un’azienda i processi digitali falsi da quelli autentici. Il fatto che l’informazione non sia più cartacea, non significa per questo che sia digitale, ma è piuttosto semplicemente “elettronificata”. La fattura scansionata spedita da un fornitore al proprio cliente per e-mail ne è un tipico esempio. Le informazioni contenute nella fattura non sono utilizzabili digitalmente. Per un autentico processo aziendale digitale occorrono informazioni che siano veramente digitali.

Nel caso della fattura, è necessario innanzitutto che i dati delle immagini vengano letti mediante Optical Charakter Recognition, che siano riconosciuti i dati d’intestazione e di posizione e, idealmente, confrontati con un ordine di base nel sistema ERP. Se i valori dell’ordine coincidono con i valori della fattura, viene impiegato un workflow che trasmette i dati della fattura alla contabilità finanziaria per il pagamento: la classica elaborazione automatizzata delle fatture senza intervento dell’uomo ed esempio lampante di un autentico processo aziendale digitale che caratterizzi, pertanto, informazioni utilizzabili digitalmente, elaborate meccanicamente, e sistemi collegati fra loro a tale scopo.

Ciò che nel campo commerciale vale per le fatture, può essere applicato anche nei reparti di progettazione e sviluppo. Una richiesta di modifica per un prodotto creata come PDF nel software PLM non è ancora un’informazione utilizzabile. Per divenire tale, l’istruzione in essa contenuta deve essere separata e associata automaticamente al rispettivo componente. Il semplice fatto che le singole voci della modifica siano specificate nella richiesta non consente ancora una classificazione completamente digitale. E non è soltanto l’informazione sulla modifica che deve essere disponibile a livello digitale e deve essere collegata alla documentazione di modifica, bensì anche l’incarico che ne deriva.

Se, pertanto, nell’ambiente PLM deve nascere un processo aziendale digitale, non è sufficiente mandare un incarico per e-mail e aggiungere i componenti in questione come allegato. Piuttosto l’incarico deve essere attribuito nel software PLM mediante un file d’incarico e ciascun documento deve essere presente soltanto una volta. Il processo di modifica nel sistema PLM guida quindi tutti i dati di prodotto e i documenti collegati alla modifica, accompagnati dal file d’incarico.

Questi due scenari dimostrano cosa significa un processo digitale autentico. Un’azienda pratica una digitalizzazione sistematica end-to-end quando dispone di informazioni in digitale e quando si adopera affinché esse possano essere immediatamente sfruttate da altri sistemi. Le informazioni devono quindi poter essere utilizzate nella loro forma digitale senza interazione umana ed essere in grado di attivare azioni e processi a valle. Si parla allora di “gestione dell’impatto”. Per una corretta digitalizzazione in ingegneria meccanica, è necessaria una struttura portante adeguata che funga da base per le informazioni. Essa è rappresenta appunto dal Product Data Backbone.

L’azienda deve creare i requisiti tecnici informatici necessari. Sono tre i settori essenziali per la digitalizzazione: il sistema ERP (con SCM, Business Intelligence e manutenzione) per il collegamento di produzione, finanze, vendita e assistenza, i sistemi Office inclusi Intranet, il portale e il sistema CRM nonché il software PLM per la realizzazione e la gestione del prodotto: il Product Data Backbone.

Systems Engineering

Lo sviluppo di sistemi meccatronici sempre più sofisticati richiede una stretta collaborazione tra gli specialisti di tutte le discipline coinvolte. Nella progettazione di un nuovo prodotto o della sua sostanziale modifica, spesso inizialmente non si deve né si può ancora individuare con precisione quale funzione viene realizzata e con quale tecnologia. Occorre innanzitutto descrivere con la massima attenzione la funzionalità di un prodotto. In questo modo tutti coloro che partecipano al suo sviluppo, alla produzione e alla commercializzazione possono rendersi conto di cosa c’è da fare. Questo è il compito del Systems Engineering.

Il Systems Engineering è la prima fase del Product Lifecycle Managements e accompagna anche tutte le fasi successive nel processo di PLM. Pertanto, il Systems Engineering e il Product Lifecycle Management devono essere messi in stretta relazione. In futuro il progetto orientato al sistema, indipendentemente dalla sua forma di realizzazione (settore meccanico, elettrico o software), rivestirà un’enorme importanza e rappresenterà inoltre un punto centrale della strategia di Industria 4.0.

Nel frattempo, i prodotti devono essere maggiormente definiti in funzione del modello aziendale. Occorre, pertanto, garantire un collegamento tra lo sviluppo nei rispettivi reparti e il modello aziendale. Il collegamento è dato appunto dal Systems Engineering che deve essere utilizzato come criterio più generale.

In futuro, infatti, nei prodotti aumenterà la percentuale di software ed elettronica e, di conseguenza, anche la richiesta sul mercato di tali componenti dei prodotti. Lo spostamento delle percentuali della Value Proposition diventa elemento chiave dei metodi di Systems Engineering. Grazie al suo utilizzo, si riducono i cicli di produzione e l’intero sviluppo è caratterizzato da un maggiore dinamismo lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.

Il gemello digitale delle informazioni

La struttura di macchinari e impianti diventa sempre più complessa; con l’avvento della digitalizzazione e di Industria 4.0, la percentuale di elettronica e software nei prodotti è in costante aumento rispetto alla parte puramente meccanica. Facendo confluire le informazioni di tutti i componenti di un impianto lungo l’intero ciclo di vita di un prodotto in un Product- and Document Lifecycle Management System, si crea un gemello digitale delle informazioni dell’impianto fornito al cliente.

Da qualche tempo si parla di modelli informatizzati di oggetti sui quali si possono effettuare simulazioni virtuali. Essi sono generalmente noti come gemelli digitali. In ingegneria meccanica il concetto viene discusso in relazione alla digitalizzazione e a Industria 4.0. Il gemello digitale unisce il mondo reale con quello virtuale come rappresentazione di un processo, un prodotto e un servizio. Alcuni sensori installati sull’oggetto fisico trasmettono i suoi dati al gemello digitale che li elabora e valuta. Monitorando i sistemi è possibile conoscere in anticipo eventuali guasti e problemi ancora prima che si verifichino.

Nella realtà aziendale, considerati i presupposti tecnici correlati, gemelli digitali completi di questo tipo non hanno ancora superato la fase embrionale. Attualmente, soprattutto singoli componenti dell’impianto vengono monitorati in remoto per garantire, ad esempio, la manutenzione predittiva.

Standardizzazione e riuso delle parti: un mezzo sottovalutato per ridurre i costi

Sebbene le imprese tendano a concentrarsi molto sul risparmio in fase di acquisto delle materie prime, in realtà la vera origine della riduzione dei costi è la fase di progettazione. Progettare il prodotto tenendo conto del rapporto efficacia-efficienza-economicità è fondamentale per mantenere un margine remunerativo e un costo accettabile. Proprio qui si inserisce il problema delle parti duplicateparti simili riprogettate più volte o acquistate ripetutamente con spreco di tempo e risorse.

L’assenza di un sistema di gestione delle parti che ricerchi e permetta il riutilizzo parti\componenti, già disegnate, codificate, gestite a sistema o precedentemente lavorate o acquistate e che già esistono all’interno dell’archivio aziendale, è causa di un aumento esponenziale dei costi e non solo per l’engeneering. Acquistare parti duplicate o gestire la produzione di un gran numero di componenti simili fa lievitare i costi. Si è infatti costretti a rivolgersi a diversi fornitori per ordini di media-piccola entità a prezzi maggiori. Ma non solo: aumenta il costo unitario e taglia il margine di remunerazione.

Parti duplicate: qualche dato del problema

I dati che abbiamo potuto rilevare sul campo nella nostra esperienza, riguardo alle componenti utilizzate in fase di progettazione, evidenziano un grave problema di gestione:

  • L’area Engineering spende mediamente il 20% del proprio tempo a cercare di recuperare parti all’interno dell’archivio
  • Le parti assolutamente identiche ad altre già esistenti all’interno dell’archivio sono 15-20 %
  • Le parti molto simili e potenzialmente riutilizzabili con piccole modifiche sono il 25%

In sintesi almeno un 20% dell’archivio aziendale è composto da parti potenzialmente riutilizzabili, non usate per l’assenza di strumenti adatti. L’effetto più grave è la riduzione di efficienza: i dipendenti impiegano il proprio tempo di lavoro per progettare, produrre o acquistare prodotti che già esistono e sono in azienda, ma non possono essere rintracciati per l’assenza di un sistema normalizzato di gestione delle parti. Produrre e progettare in questa condizione significa perdere tempo e rinunciare ad utilizzare parti per cui si sono già impiegate risorse preziose.

Considerando poi che il costo medio per la creazione e gestione di una nuova parte, tenendo conto di Engineering, Acquisti, Documentazione, Produzione e Magazzino è in media tra i 250 e i 500 euro, è ben comprensibile quanto tale assenza possa pesare sul bilancio conclusivo aziendale.

Le soluzioni: Classificazione merceologica e Ricerca Geometrica

La classificazione merceologica con PRO.FILE consente alle aziende di avere uno strumento completo e potente, che non si limita ad essere uno strumento di ricerca, ma a raccogliere e veicolare i dati digitali dell’azienda. Grazie anche al nostro know-how siamo in grado di costruire una struttura di classi merceologiche, sia per i componenti standard di mercato che per prodotti interni delle aziende attraverso la quale è possibile automatizzare il processo di codifica e compilazione della descrizione. Inoltre i dati possono essere utilizzati per creare documentazione in modo automatico, ed essere trasferiti ad altre piattaforme aziendali per una completa connessione dei sistemi.

Se con un sistema PLM efficace trovare le parti ad archivio risulta semplice, le cose cambiano per le parti a disegno. Infatti qui non è possibile effettuare alcuna ricerca testuale: dimensioni e forma specifica sono le determinanti. Per questo è necessario un software come 3DPartFinder che consente a progettisti e disegnatori di ricercare modelli CAD 3D nell’archivio, partendo da oggetti simili o da bozze. Il grande vantaggio che rende il prodotto unico, è poterlo fare direttamente dal proprio sistema CAD. Il risultato sarà infatti proposto e caricato nella sessione CAD, con un notevole risparmio di tempi e aumento dell’efficienza.

Il turnover che mette in pericolo il know how delle aziende

Tra il 2005 e il 2010, a causa della profonda crisi economica, il turnover aziendale medio era in diminuzione, principalmente per la caduta dei posti di lavoro e delle posizioni aperte, che rendeva impensabile lasciare la propria azienda. Oggi, il turnover, inteso come tasso di uscita e ricambio del personale, sta tornando ad aumentare.

Salvaguardare il capitale di dati e informazioni

Una buona notizia in merito alla salute della nostra economia e all’ampliamento delle possibilità di scelta e di guadagno nel mondo del lavoro. Solitamente infatti la prospettiva di una maggiore remunerazione è una delle ragioni dominanti per l’abbandono di una posizione. Non si può dire lo stesso per il patrimonio di conoscenze aziendali che, ancora largamente non digitalizzato, si muove e letteralmente “se ne va insieme alle persone”. Chi cambia lavoro, chi va in pensione, chi si mette in proprio o peggio, chi va a lavorare con la concorrenza, si porta via un bagaglio di conoscenze e di processi indispensabili che dovrebbe invece rimanere nell’azienda.

La digitalizzazione come soluzione alla perdita di know how

Tra le risorse fondamentali dell’azienda, oltre a quelle materiali figurano infatti in posizione sempre più importante quelle immateriali. Questo sono controllate (temporaneamente) dall’azienda ma non possedute direttamente e per questo difficilmente replicabili. In questo contesto un sistema di digitalizzazione ed integrazione di documenti e processi come PRO.FILE permette di ridurre i costi della perdita di personale esperto, mantenere l’efficienza produttiva e abbattere il tempo necessario per l’apprendimento del nuovo dipendente.

Il know how è disperso quindi dal personale che lascia l’azienda per altre posizioni lavorative e dai pensionamenti, con cui si perdono i dipendenti più esperti e con più conoscenze aziendali. Il Bureau of National Affairs quantifica in 11 miliardi di dollari l’ammontare di investimenti persi ogni anno a causa del turnover dei dipendenti. Le conseguenze principali? Oltre ai costi tipici di ricerca, selezione e formazione, seguono:

  • Costi per le inefficienze provocate dall’assenza di una/più figure in organico
  • Costo opportunità riguardo all’impiego del tempo
  • Costi dovuti ad inesperienza e conseguenti errori, difetti, ritardi
  • Insoddisfazione del cliente

E’ innegabile quindi la necessità di dotarsi di sistemi avanzati per la gestione dei dati, documenti e processi per assicurarsi che il proprio bagaglio di conoscenze – e denaro – non vada perduto.